
Bob Harris è un divo della tv americana sul viale del tramonto: è a Tokyo per girare lo spot di un whisky, non parla giapponese, è insonne. Charlotte è una donna carina ma delusa: è a Tokyo al traino di suo marito fotografo di moda che non vede mai, non parla giapponese, è insonne. Anime simili che non possono che incrociarsi. Accade nei corridoi di un albergo, e da quel momento i due iniziano a farsi compagnia e a conoscersi meglio.
Una commedia romantica che opera su due fronti: da un lato lo straniamento di chi si trova in un Paese di cui non conosce la lingua, dall'altro il nascere di un sentimento che, una volta tanto al cinema, non arriva al rapporto sessuale. La Coppola ha girato in sequenza (cosa piuttosto rara) per far sì che i due protagonisti (che non si conoscevano come i personaggi da loro interpretati) compissero nella realtà un percorso analogo a quello della finzione. L'esito è un film raffinato e brillante al contempo, suggestivo ed evanescente, costruito in un territorio smarrito tra l'impersonalità metropolitana di Tokyo e l'intimità di uno sguardo tra sconosciuti vicini per un attimo, due anime insonni in terra straniera.
BIOGRAFIA DELLA REGISTA
Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola, è degna erede del cinema della "New Hollywood" degli anni Settanta, del quale deve aver respirato le atmosfere fin da piccola. I suoi esordi cinematografici sono davanti alla macchina da presa all'età di circa un anno, quando suo padre la porta sul set de Il Padrino (1972). La ragazza parteciperà come attrice anche agli altri due capitoli della saga Corleone nel 1974 (Il Padrino – Parte seconda) e nel 1990 (nei panni di Mary Corleone ne Il Padrino – Parte terza), oltre che ad altri film del padre, tra cui Rusty il selvaggio (1983) e Peggy Sue si è sposata (1986).
Non ancora ventenne Sofia ha collaborato alla sceneggiatura e ai costumi dell'episodio del padre Life without Zoe per il film New York Stories (1989).
Diverse esperienze come designer nel campo della moda, come presentatrice televisiva e come fotografa, la Coppola ha debuttato in veste di regista con il cortometraggio Lick the Star (1998), ma ha conquistato pubblico e critica con il lungo Il giardino delle vergini suicide (1999). Raffinata e malinconica, questa ragazza dall'aria radical-chic, interessata a tutte le nuove forme d'arte, dal design al videoclip, incarna alla perfezione il prototipo della nuova autorialità indie, specchio dello spirito dei tempi moderni. Suo è infatti il famoso videoclip che ritrae una lap-dance di Kate Moss in bianco e nero sulle note di I just don't know what to do with myself dei White Stripes.
Anticipatrice di mode e tendenze, la Coppola pare non aver sbagliato un colpo: sicuramente le frequentazioni con gli amici Wes Anderson, Alexander Payne, e soprattutto il matrimonio (durato quattro anni) con l'ipercreativo Spike Jonze (per il quale ha interpretato la ginnasta del videoclip Elektrobank dei Chemical Brothers, da lui diretto), hanno giovato alla sua sensibilità registica, sebbene il suo stile sia comunque originale, personale e profondamente femminile.