
Maria Antonietta nasce a Vienna il 2 novembre 1755. Nel 1770 raggiunge a Versailles il suo promesso sposo, il delfino di Francia futuro Luigi XVI. Il 16 ottobre 1793 viene ghigliottinata. Si può racchiudere in queste tre date la vicenda storica di una delle regine più note della Storia. Non è però a questo che guarda Sofia Coppola nella terza opera di una filmografia dedicata alla difficoltà di crescere per una giovane donna, quale che sia il luogo o l'epoca.
Un film in costume, ma emotivamente moderno e storicamente irriverente, completa questo trittico sul mal di vivere adolescenziale: ritratto di una regina/bambina a tinte, costumi (di Milena Canonero) e suoni pop. Come tappezzeria sonora del salotto di Versailles la Coppola ha voluto infatti The Strokes, New Order e la band francese Phoenix (che compare in una scena del film e il cui frontman Thomas Mars è l'attuale compagno di vita di Sofia).
BIOGRAFIA DELLA REGISTA
Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola, è degna erede del cinema della "New Hollywood" degli anni Settanta, del quale deve aver respirato le atmosfere fin da piccola. I suoi esordi cinematografici sono davanti alla macchina da presa all'età di circa un anno, quando suo padre la porta sul set de Il Padrino (1972). La ragazza parteciperà come attrice anche agli altri due capitoli della saga Corleone nel 1974 (Il Padrino – Parte seconda) e nel 1990 (nei panni di Mary Corleone ne Il Padrino – Parte terza), oltre che ad altri film del padre, tra cui Rusty il selvaggio (1983) e Peggy Sue si è sposata (1986).
Non ancora ventenne Sofia ha collaborato alla sceneggiatura e ai costumi dell'episodio del padre Life without Zoe per il film New York Stories (1989).
Diverse esperienze come designer nel campo della moda, come presentatrice televisiva e come fotografa, la Coppola ha debuttato in veste di regista con il cortometraggio Lick the Star (1998), ma ha conquistato pubblico e critica con il lungo Il giardino delle vergini suicide (1999). Raffinata e malinconica, questa ragazza dall'aria radical-chic, interessata a tutte le nuove forme d'arte, dal design al videoclip, incarna alla perfezione il prototipo della nuova autorialità indie, specchio dello spirito dei tempi moderni. Suo è infatti il famoso videoclip che ritrae una lap-dance di Kate Moss in bianco e nero sulle note di I just don't know what to do with myself dei White Stripes.
Anticipatrice di mode e tendenze, la Coppola pare non aver sbagliato un colpo: sicuramente le frequentazioni con gli amici Wes Anderson, Alexander Payne, e soprattutto il matrimonio (durato quattro anni) con l'ipercreativo Spike Jonze (per il quale ha interpretato la ginnasta del videoclip Elektrobank dei Chemical Brothers, da lui diretto), hanno giovato alla sua sensibilità registica, sebbene il suo stile sia comunque originale, personale e profondamente femminile.